un giorno in più

siamo portati a voler sapere tutto del nostro futuro…ci immaginiamo giorni spensierati e ricchi di gioia al punto da lasciare vuoto il cassetto dei nostri sogni. Ogni anno ci auguriamo che l’anno nuovo sarà migliore del precedente e di riuscire a realizzare tutti i nostri obiettivi.
Nonostante i nostri sforzi,non sempre andrà come avremmo immaginato.
Peggio ancora quando la realtà è così

siamo neve al sole

Chi siamo noi per poter credere di cambiare il corso degli eventi? Una vita appesa ad un filo..basta un non nulla e possiamo diventare foglie secche appese ad un ramo. Una folata di vento e cadiamo.
Eppure viviamo di sogni,di speranze, di vane illusioni. Rincorriamo il Dio Danaro, come se fosse lui a renderci felici..rincorriamo il lusso, illudendoci che ci renda brillanti e unici agli occhi degli altri..corriamo si ma dove andiamo?
Fermiamoci un istante al giorno..per tutti i giorni e pensiamo a cosa rende la nostra esistenza speciale: l’affetto degli

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Arriverà la fine. .ma sarà la fine?

Siamo cresciuti con l’idea di attendere svegli festeggiando l’arrivo del nuovo anno..siamo cresciuti abituandoci all’idea che ci sarà un anno migliore di quello appena trascorso…siamo cresciuti ed è così che ti accorgi, che non saranno le lancette a trasformare come d’incanto ciò che era in ciò che vuoi che sia..siamo noi a sperare così forte che qualcosa possa cambiare al tal punto da impegnarci e a non restare gli spettatori della nostra vita, ma da veri registi dirigeremo un nuovo capitolo del nostro film. Buona fine e buon principio di speranze e cambiamenti a tutti!

Christmas lights

Da piccoli, si attende il Natale con intrepidante attesa…i regali, la famiglia, i dolci. .tutto sembra scintillante, come le luci..niente pare possa ledere alla gioia!
Poi si cresce e a poco a poco il Natale ti sembra meno un’attesa.Non aspetti questo giorno per i doni, non aspetti questo giorno per non andare a lavoro..e allora cosa rappresenta il Natale quando si è grandi?
Da qualche anno per me il Natale è vedere lo stupore negli occhi dei bambini…è preparare dei biscotti per i propri cari…è rilassarsi sul divano e vedere un film con mio padre. .è pregare per tutte le persone che sono sole..
Sono piccoli ma semplici cose che rendono il Natale un giorno in cui dico Grazie a Dio per avere una famiglia e delle persone che amo; è un giorno speciale perché posso fermarmi dal tran tran quotidiano e dimostrare una volta in più quanto le amo…
Non attendo regali..il regalo più grande? La serenità! Cosa vorrei sotto l’albero?
Una scatola piena di amore, affetto, speranza e complicità…
Se solo tutti pensassimo a queste piccole ma importanti cose, forse anche il Natale dei grandi sarebbe un’intrepidante attesa.
Buon Avvento!

Punto e virgola

Si potesse vivere solo d’inizi quando la ragione non mostra il suo lato peggiore e cinico rivelando i lati oscuri.
Senza molte esperienze si crede che mettere i punti fermi e voltar pagina sia l’unica cosa da fare. Col tempo si impara che i punti e virgola sono i più difficili da scrivere e coraggiosi,  aggiungerei.
Non implicano l’inizio di un nuovo periodo e di un nuovo tema.
Col punto e virgola si riprende qualcosa in sospeso dal detto prima e si fa un passo in avanti con la narrazione.
Non è forse quanto a volte ci accade?
Capita che non si può, per ragioni che il cuore conosce, mettere un punto fermo. E quando si mette un punto e virgola il razionicio potrebbe prendere il sopravvento. Questo temo.
Sarebbe così semplice il reiterarsi all’infinito dei primi momenti, quando la pancia e il cuore fanno a gara per avere la meglio e la ragione non può che nascondersi.

Bilanci

Il sole fa capolino dalla finestra della mia camera e il vento spira leggero. Aria d’ estate, aria di bilanci.

8 anni iniziava proprio oggi iniziava la mia estate da diplomata. ” Sarà la più bella. Indimenticabile” dicevano in tanti.

Lo è stata, seguita da altre, forse più brevi, ma intense e incancellabili.

Quell’ estate mi vide come una stella danzante per far brillare il caos                     (parafrasando NIetzsche). Da allora in poi, tutto non fu come prima. Io stessa non lo fui.

Iniziai a conoscere il mondo universitario, mia croce e delizia e la vita al di fuori del mondo roseo del liceo.

Ci sono stati momenti in cui mi è sembrato di star “ferma” , di non vivere ed altri in cui ho vissuto così intensamente da essere travolta da ciò che mi stava capitando.

Ho viaggiato alla ricerca dell’ingenua me diciannovenne, che credeva ancora nell’ amore, nella sincerità, nel rispetto dei sentimenti e nei sogni. La cercavo nei sorrisi, nella spensieratezza altrui, nelle nuove sfide che mi ponevo, inconsciente che quella ” me” non è mai andata via.

Era lì, dove l’aveva lasciata.  Aveva solo fatto il posto ad una nuova “me”,  cosciente dei suoi pregi e ancor più dei suoi difetti.

Non dovevo girovagare per trovarla; eppure giravo, conoscevo, sperimentavo e viaggiavo alla sua ricerca.

Non mi ha mai lasciato, piuttosto ha ceduto il passo alla nuova e le è stata vicino quando ha iniziato a compiere i primi passi, come una amorevole  mamma fa con il proprio figlio. Continuerà a  tenere l’ occhio vigile su di lui anche quando diventerà grande abbastanza da non avere bisogno della mano della madre.

In ogni luogo che ho visitato ho sempre portato con me le persone che ho incontrato sul mio cammino, come compagne di viaggio invisibili. Non ho rinnegato nulla, dagli errori alle pazzie.

Nulla è stato per me inutile. Dalle lacrime di dolore a quelle di gioia, agli attimi eterni e a quelli da dimenticare, dai si ai no.

Oggi sono quella che sono per l’ ieri vissuto. Rifarei esattemente gli stessi errori e rivorrei ancora nuove emozioni, come quelle passate,( anche di diverse)  che fecero tremare il mio equilibrio allora e lo rifaranno ancora per ritrovarlo dopo il caos, come ogni volta.

La vita mi aspetta . Ancora molto ho da vivere e la voglia di mettersi in gioco è sempre quella della diciannovenne un po’ ingenua o forse no.

Oggi come ieri,  il coraggio non mi manca.

Il diamante della libertà

Quercia

Quercia (Photo credit: StefanoPiemonte)

Non c’è niente di più raro di conoscere persone che sono libere di pensare prima e di scegliere poi ciò che vogliono.

La libertà interiore è come un diamante dell’anima, percepibile ai pochi esperti e desiderato da molti.

Non è menefreghismo, nè tantomeno egoismo.  E’ un equilibrio tra la saggezza e l’ esperienza, tra l’ amore per il prossimo e quello per sè stessi, tra l’ autostima e la considerazione che di sè hanno altri.

Un difficile equilibrio raggiunto dopo anni di passi falsi.

Alla mia libertà interiore e a quella di pensiero non ci rinuncio.

Possa questo tempo togliermi i sogni di un futuro migliore, senza gravi malattie e ridente, ma nessuno potrà farmi smettere di decidere cosa può essere giusto per me, cosa mi fa star veramente bene.

Possa chiunque provarci ma ciò che ho conquistato a suon di lacrime, mancanze e sacrifici non lo lascerò andare per nulla al mondo.

Inseguirò i miei pensieri che come aquiloni si alzeranno leggeri nell’ aria, accompagnerò i miei desideri alla loro realizzazione come una mamma tiene per mano il proprio bambino quando compie i primi passi.

Innaffierò ogni giorno l’ albero delle mie libertà e quando sarà cresciuto lo terrò ben stretto nel giardino della mia vita.

 

La magia di un sorriso recondito

Ogni mattina la sveglia suona e ci richiama al dovere. Bisogna abbandonare il mondo onirico per un nuovo giorno che si appresta ad arrivare. Caffè, sigaretta, tv , radio, doccia. Ognuno si sveglia a modo proprio, ognuno ha le sue “sane abitudini” o meglio “i propri riti” con cui iniziare la giornata. Non pochi non lasciano sorprendersi dai cambiamenti di rotta momentanei neanche durante l’ arco del giorno.

Percorrono la stessa strada, alla stessa ora telefonano il loro partner, pronunciano le stesse parole al collega di turno ecc. Quasi come se senza queste azioni la giornata non avrebbe senso.

Per queste persone le ore sono scandite dal ripertuarsi delle stesse azioni, giorno dopo giorno. Così il lunedì è il giorno della partita di calcio, il martedi del cinema, il mercoledi dell’ uscita con le amiche, il giovedi del tete à tete, il venerdi della birra con gli amici, il sabato della serata in disco e così via.

I giorni non scorrono in base a ciò che gli altri ci vorrebbero far credere.

Non sono questi le occupazioni che rendono i giorni memorabili alla nostra memoria.

Assolutamente.

Non esiste il giorno della partita di calcio, della birra, della serata in disco ecc.

Non ci sono ore prestabilite a cui bisogna telefonare al partner, non ci sono momenti in cui bisogna ascoltare sempre le stesse parole ( talvolta lamentele), non ci sono strade da percorrere allo stesso modo alla stessa ora.

C’è solo la voglia di vivere, di cogliere l’ attimo, di assaporare le piccole gioie della vita.

I sapori semplici dal gusto rarefatto delle gioie che ci riscaldano il cuore.La carezza improvvisa di un bambino, un biglietto trovato o ritrovato per caso, un sorriso inaspettato.

Ogni giorno dovrebbe essere ricordato per aver apprezzato le piccoli grandi cose: già, sono proprio loro  a non essere notate dai molti, superflue per altri, scontate persino per taluni.
Eppure, a mio avviso, una vita che si ripete, nella quotidianità delle abitudini non e’ una vita. E’ una morte interiore di una vita che trascina affannosa le sue energie in un’apparenza creduta come vitalità attiva.

La vita, quella vera, è quella che ci inebria l’ anima col profumo di una margherita, ci colora le giornate con i colori del cielo, ci lascia in bocca la dolcezza di una caramella e ci allieta con le note di una melodia.

Ogni attimo andrebbe vissuto secondo i 5 sensi delle semplici emozioni. E se l’ attimo si nasconde tra gli affanni del lavoro e di altri pensieri, non bisogna dimenticare di cercarlo o meglio di riconoscerlo, in fondo ” L’ essenziale è invisibile agli occhi”.

 

 

The essential is invisible to the eyes

The essential is invisible to the eyes (Photo credit: ★ jox)